venerdì 17 febbraio 2017

Corso fotografia MOMA gratuito

Il MOMA (Museum of Modern Art) di New York ha pubblicato sulla piattaforma Coursera un interessante corso di fotografia, accessibile gratuitamente. Il corso, dal titolo “Seeing Through Photographs” (vedere attraverso le fotografie), affronta il divario tra il vedere e capire un'immagine fotografica.


Il corso, tenuto da Sarah Meister, Curator del dipartimento di Fotografia del museo, offre un percorso di studio utile a comprendere il significato delle immagini e imparare tecniche e modelli di narrazione attraverso la comprensione delle stesse. Utilizzando alcune delle opere della vasta collezione del MoMA come punto di partenza, il corso vuole incoraggiare i partecipanti a capire come guardare criticamente le immagini. I temi delle sei lezioni del corso sono: 1) Introduction to Seeing Through Photographs; 2) One Subject, Many Perspectives; 3) Documentary Photography; 4) Pictures of People; 5) Constructing Narratives and Challenging Histories; 6) Ocean of Images: Photography and Contemporary Culture. 


Il corso è gratuito ( per accedere alla piattaforma clicca qui). Tuttavia se volete rilasciato il certificato, dovete pagare 45 dollari.  Se siete interessati ad altri corsi gratuiti di fotografia online, vi rinviamo al corso gratuito di fotografia digitale di Harvard e a quello di fotografia digitale dell'Università di Stanford
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lunedì 13 febbraio 2017

Pixlplay: lo smartphone diventa una fotocamera 35mm

Grazie ad un interessante progetto su Kickstarter è possibile trasformare qualsiasi smartphone in una fotocamera 35 mm. Pixlplay è un custodia per smartphone progettata per rendere il telefono  come una fotocamera 35 mm classica. Un'idea pensato per introdurre alla fotografia digitale i bambini. Quasi tutti abbiamo, infatti, uno smartphone vecchio abbandonato e inutilizzato. Grazie a Pixlplay possiamo ridargli vita e trasformarlo in una semplice fotocamera digitale.


Pixlplay è dotato di una presa ergonomica di gomma, un cinturino da polso e uno schermo di protezione integrata per la fotocamera. Il pulsante di scatto  è collegato al telefono con un jack audio da 3,5 mm. La parte software include un app iOS per aggiungere adesivi, oggetti di scena e cornici alle foto. Per quanto riguarda gli utenti Android e Windows, Pixlplay è compatibile con tutte le applicazioni sul mercato. Si può utilizzare su i telefoni di dimensioni standard. È possibile controllare l'intero elenco di compatibilità di dimensioni, qui


Un prodotto per condividere l'amore per la fotografia con i bambini ad un prezzo modico. Il prezzo lancio è di $ 25. La spedizione del prodotto è prevista a partire da giugno 2017.
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venerdì 10 febbraio 2017

I migliori documentari sulla fotografia

I documentari sono un buon metodo per approfondire alcuni aspetti della fotografia. Esistono diversi film documentari che raccontano il mondo della fotografia. Di seguito un nutrito elenco in ordine casuale.


migliori film  documentari che parlano di fotografi e fotografia:

The Mexican Suitcase [2011]

La storia di tre valigie perse nel caos dell'inizio della seconda guerra mondiale e ritrovate nel 2007, contenenti molti dei negativi della guerra civile spagnola del leggendario fotografo Robert Capa e dei colleghi Gerda Taro  e David "Chim" Seymour.

The Woodman [2010]

Dopo il suicidio della figlia Francesca Woodman, i genitori, il fratello e gli amici ne raccontano la storia e il percorso artistico. Il carattere volubile e  i suoi chiaroscuri emergono dalle pagine del suo diario e dai suoi scatti. Un documentario intenso e toccante.

Manufactured Landscapes [2006]

Di fama internazionale per le sue grandi fotografie di paesaggi lavorati -cave, cantieri di ricclaggio, fabbriche, miniere e dighe - Edward Burtynsky crea arte fotografica con materiali e detriti della civiltà. Il film lo segue attraverso la Cina, riflettendo sugli effetti della massiccia rivoluzione industriale.

Richard Avedon: Darkness and Light [1996]

Il documentario racconta la storia di Richard Avedon, uno dei fotografi più influenti e innovativi nel settore della moda. Il documentario, visibile interamente su YouTube,  è  uno sguardo affascinante nella mente e nel processo di lavoro di uno dei grandi maestri della fotografia.

What Remains: The Life and Work of Sally Mann [2008]

Sally Mann crea opere d'arte che sfidano i valori e la morale degli spettatori. Definita dalla rivista Time come "il più grande fotografo americano",  Sally Mann  è balzata alla ribalta internazionale, nel 1992,  con "Immediate Family", una serie di immagini complesse ed enigmatiche dei suoi figli. Questo lavoro, e la polemica che ne seguì, furono raccontati nel pluripremiato cortometraggio di Steven Cantor: "Blood Ties". What Remains segue la nuova serie fotografica dell'artista americana che indaga vari aspetti della morte e della decomposizione.

Smash His Camera (2010)

Il mondo è ossessionato dalla fama e di questa ossessione Ron Galella ne ha fatto una professione, faticosa e spietata. La storia del tanto celebre paparazzo Ron Galella, è uno spunto per parlare di questioni quali la privacy, la libertà di stampa e il culto della celebrità.

Annie Leibovitz – Life Through a Lens [2006]

Annie Leibovitz ha fotografato generazioni di artisti, musicisti e celebrità con uno smisurato talento visivo, capacità di invenzione e di innovazione del genere. Il documentario, diretto dalla sorella Barbara nel 2006, ripercorre la carriera e la vita della celebre fotografa americana. 

Born into Brothels [2004]

Le persone più marchiate nel quartiere a luci rosse di Calcutta, non sono le prostitute, ma i loro figli. Di fronte alla miseria più nera, agli abusi e alla disperazione, questi bambini hanno pochissime possibilità di sfuggire allo stesso destino della madre e crearsi un’esistenza diversa. Zana Briski, fotografa professionista, regala ai bambini una macchina fotografica e impartisce lezioni, insegnando loro ad apprezzare la bellezza e la dignità della loro espressività, rendendo la fotografia un mezzo di emancipazione.

War Photographer [2001]

Il ritratto del fotografo di guerra James Nachtwey. Per oltre due anni il regista svizzero Christian Frei ha seguito il noto fotografo di guerra raccontandoci paure, motivazioni e difficoltà del suo lavoro.

William Egglestone – In the real world [2004]

Il film rivela il profondo legame tra la personalità di William Eggleston e il suo lavoro. Scopriamo un artista timido ma allo stesso tempo eclettico. Visibile interamente su Youtube.


Bill Cunningham New York [2010]

Bill Cunningham ha immortalato per mezzo secolo, nelle strade di New York, la società, raccontandone i cambi attraverso i vestiti. Il documentario di un fotografo umile e caratteristico, icona della street style, ma al di fuori dello show biz.


Jerry & Maggie: This Is Not Photography [2012]

Jerry Uelsmann crea opere d'arte fondendo più negativi con l'uso degli  ingranditori mentre Maggie Taylor utilizza scanner e photoshop per la sua arte. Un documentario che esplora sia gli aspetti tecnici che quelli sentimentali della relazione tra due grandi voci nel campo della fotografia.

Rivers and Tides [2001]

Documentario sull'artista britannico Andy Goldsworthy, che crea sculture intricate ed effimere da materiali naturali come rocce, foglie, fiori e ghiaccio, che vengono immortalate attraverso le foto prima di essere distrutte dalla stessa natura.

Henri Cartier-Bresson: The Impassioned Eye [2006]

Alla sua morte nel 2004, all'età di 96 anni, Henri Cartier-Bresson fu pianto come "l'occhio del secolo". In questo documentario del regista Heinz Bütler, il fotografo francese ripercorre i suoi celebri scatti e e le storie nascoste che li precedono.

Finding Vivian Maier [2013]

La fantastica storia di Vivian Maier è sbocciata a sorpresa nelle mani di un giovane storiografo della città di Chicago, John Maloof. Il film racconta come John Maloof, fortunosamente, scopre centinaia di negativi di questa eccentrica bambinaia di Chicago e cerca di ricostruirne la vita. Visibile su Youtube in italiano.

The Many Lives of William Klein (2012)

Il fotografo William Klein, uno dei pionieri della fotografia di strada,  racconta le "varie vite" della sua carriera. Documentario visibile interamente su Youtube.

Arakimentari [2004]

Nobuyoshi Araki è il più famoso e noto fotografo giapponese. Arakimentari è un film Travis Klose, che offre uno sguardo sulla vita e sul modo di lavorare di Araki. Documentario visibile interamente  con sottotitoli in Italiano su Youtube.

Il sale della terra [2014]

Accompagnato dal figlio Juliano, il fotografo brasiliano Sebastião Salgado si avventura in luoghi incontaminati mentre risponde alle domande del figlio sul suo lavoro che, diventato uno stile di vita, lo ha tenuto lontano dalla sua famiglia. Nonostante il rapporto tra padre e figlio sia incerto e teso, entrambi a poco a poco riscopriranno il forte legame che li lega mentre scoprono uno stato ancestrale della natura, pieno di creature mitiche e comunità umane isolate.

Mapplethorpe: Look at the Pictures [2016]

Il lavoro fotografico di Robert Mapplethorpe è carico di tensione sensuale, armonia estetica e provocazione. Questo documentario ripercorre la vita dell'artista, dall'infanzia fino alla morte di AIDS nel 1989.

Quali sono i vostri documentari preferiti sulla fotografia? 

Se volete, inoltre, scoprire quali sono i film che maggiormente hanno parlato o si sono ispirati all’arte fotografica, vi rimando a un post sui migliori film sulla fotografia.
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martedì 7 febbraio 2017

La fotografia di Taryn Simon

La fotografia è una prostituta, viene usata da tutti e ciascuno la usa con uno scopo determinato”. …Uso la fotografia e il testo per mettere in evidenza lo spazio in continua mutazione, nel quale si forma la conoscenza. In questo modo creo due poli: uno fotografico, l’altro testuale. Il pubblico si sposta dall’uno all’altro ed elabora nuovi giudizi, interpretazioni e ipotesi sul racconto, sul tema di quello che sta osservando”.


Taryn Simon è una fotografa concettuale il cui lavoro, in stile documentaristico, esplora lo spazio tra la realtà presunta dell'immagine visiva e la verità reale che l'immagine rappresenta. Nata a New York City il 4 Febbraio del 1975, Simon ha studiato arte e semiotica presso la Brown University. Vincitrice della Guggenheim Fellowship nel 2001, E’ una degli artisti di punta della potente galleria d’arte Gagosian. Il suo lavoro è incluso nelle collezioni permanenti del Metropolitan Museum of Art, del Museum of Modern Art, del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, del LACMA di Los Angeles, del Tate Modern di Londra e del Centre Georges Pompidou di Parigi.


Taryn Simon come pochi è riuscita nell’intento di fotografare l’infotografabile. Attratta da cose che ufficialmente non esistono o non possono essere viste, la fotografa newyorkina documenta e ricostruisce situazioni che si concentrano sul rapporto tra ciò che appare certo e la verità, tra il potere e il controllo, riflettendo su come la mente umana sviluppi le proprie convinzioni.


Le immagini, nella complessità del lavoro di Taryn Simon, hanno un ruolo strumentale, trovando la loro completezza solo nell’insieme dell’opera. L’opera nasconde in una semplicità visiva, spesso minimalistica, diversi e complessi livelli di lettura. L’artista combina spesso le fotografie con pannelli adiacenti di testo, interrompendo così la progressione lineare dello stimolo visivo, chiedendo al pubblico un esame attento di ciò che sta realmente accadendo.


Nella serie The Innocents la fotografa americana riflette sul valore dell’immagine come prova nei processi. The Innocents raccoglie le storie di individui condannati a morte o all’ergastolo per crimini che non hanno commesso e successivamente rilasciati sulla base di una revisione del processo. Gli ex condannati sono ritratti da Taryn Simon nel luogo in cui è stato commesso il crimine, nel luogo in cui sono stati identificati dai testimoni o nel luogo in cui altre testimonianze hanno permesso di scagionarli. Una critica potente e commovente di un sistema che spesso si basa sulla difettosa memoria umana e che viene tradito dal ruolo giocato dall’immagine fotografica,


Contraband segue la scia della serie An American Index of the Hidden and Unfamiliar (2007) dove la fotografa americana aveva esplorato il divario tra l'accesso speciale ​​e pubblico all’interno del patrimonio americano. In Contraband, Taryn Simon lavora durante 4 giorni come fotografa forense della dogana dell’aeroporto John F Kennedy. La serie è composta da 1075 fotografie di oltre 1000 articoli detenuti o sequestrati ai passeggeri o ai corrieri espressi. La serie solleva dubbi su cosa sia considerato una minaccia per l'autorità e la sicurezza nella società contemporanea.

Vi consiglio di dare uno sguardo alla pagina web dell'artista  per avere una visione completa della sua opera. Se volete, inoltre, approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica vi rimando alla sezione del blog Fotoartistica. In basso un video con un'interessante conferenza Ted della fotografa.


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lunedì 6 febbraio 2017

La vignetta fotografica: L'impressione fotografica

Continua la sezione del Blog dedicata al divertimento! Grazie ai contributi del vignettista Carlo Urzì che analizza tematiche relazionate alla fotografia attraverso l'occhio della satira. 

Errori da assistenti: L' impressione fotografica


Se volete vedere le altre vignette realizzata da Carlo Urzì, cliccate sui link sottostanti:

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venerdì 3 febbraio 2017

Fotocamera istantanea a soffietto Jollylook

Assistiamo ad un nuovo boom per le fotocamere istantanee, case produttrici quali Fujifilm, Lomography e da poco anche Leica stanno scommettendo in questo settore. Una società ucraina ha avuto l'idea di sviluppare la Jollylook, un modello di camera instantanea dal look decisamente vintage, realizzata quasi interamente con carta riciclata e cartone.


La macchina, che funziona con cartucce Fujifilm Instax Mini, si ripiega chiudendosi in se stessa. Per utilizzare la Jollylook, si deve semplicemente estendere la parte frontale a soffietto, che è fornita di una lente Fresnel.  Possiamo scegliere tra le seguenti aperture: f/8, f/11, f/16, f/22, f/32, f/45 e f/64. L'otturatore si può impostare su 1/250, 1/160 o in manuale.


L' idea della fotocamera è venuta a uno dei fondatori della società quando spiegava al figlio il funzionamento delle vecchie macchine fotografiche. I progettisti sono alla ricerca di un finanziamento per la produzione di massa di questo nuovo modello. Grazie ad una campagna di Kickstarter è possibile prenotare la Jollylook per 38 dollari.


Se sei interessato a conoscere i migliori modelli di fotocamere istantanee presenti sul mercato non perderti la nostra guida sulle migliori fotocamere istantanee
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mercoledì 1 febbraio 2017

Robert Frank - Maestri della fotografia

Il bianco e il nero sono i colori della fotografia. Per me simboleggiano l'alternarsi di speranza e disperazione a cui l'umanità è da sempre sottoposta. ”.

Definito dal New York Time Magazine come “il più influente fotografo in vita”, Robert Frank ha segnato uno spartiacque nella storia della fotografia. Lontano dalle concezioni del momento decisivo di Henry Cartier-Bresson e dalla straight photography americana, il lavoro di Frank ha liberato la fotografia documentaristica dal binomio di oggettivita-verità, restituendo una visione fatta di ricerca soggettiva e di emozioni sulla natura dell'esistenza umana. 

Robert Frank nasce a Zurigo nel 1924, da una famiglia tedesca di origine ebrea. Al termine della scuola secondaria, lavora come apprendista per i fotografi Hermann Segesser e Michael Wolgensinger. Nel 1946 si autofinanzia la prima pubblicazione, dal titolo di “40 Fotos”. In cerca di una piena realizzazione professionale, Frank emigra a New York nel 1947. Qui viene ingaggiato come fotografo di moda da Alexey Brodovitch, direttore artistico della prestigiosa rivista Harper's Bazaar. Accanto al lavoro di moda, Frank svolge una prolifica attività di reporter freelance che lo porta in Perù, Bolivia (1948) e in Europa (1949).


Il suo lavoro viene incluso da Edward Steichen nella mostra 51 American Photographers allestita al Museum of Modern Art di New York e nella celebre The Family of Man del 1955. Nello stesso anno, all’eta di 31 anni, Robert Frank è il primo fotografo europeo a ricevere la borsa di studio della Fondazione Guggenheim di New York. Con i soldi ricevuti viaggia per tutti gli Stati Uniti dal 1955 al 1956, scattando oltre 24.000 fotografie, che diventano un libro di 83 immagini che ha cambiato radicamente la fotografia:“The Americans”. Le difficolta avute per pubblicate il libro negli Stati Uniti, portano Robert Frank a stampare il libro a Parigi, nel 1958. ll libro viene pubblicato negli Stati Uniti, un anno più tardi.


Alla pubblicazione americana la critica regisce stroncando sia il contenuto (contrario all’immagine che l’America promuoveva di sé), sia lo stile del fotografo, troppo lontano dai canoni estesici dell’epoca. Vicino agli ambienti della controcultura della Beat Generation, Frank, viene persino sospettato di comunismo.  Negli anni sessanta, nonostante inizi a crescere il consenso per i suoi lavori, Frank abbandona la fotografia per dedicarsi completamente alla realizzazione di film. Il suo cinema è carico di tensioni e tematiche introspettive, come Conversations in Vermont (1969) o About Me: A Musical (1971).


La vita di Robert Frank rimane segnata da due grandi tragedie famigliari: la morte dei due suoi unici figli. La figlia Andrea muore in un incidente aereo, all’età di vent’anni e l’altro figlio Pablo, dopo diversi anni passati a curarsi in cliniche per cancro e schizofrenia, si suicida nel 1994. Nello stesso anno, Robert Frank dona gran parte del suo materiale artistico alla National Gallery of Art di Washington che crea la Robert Frank Collection (prima volta che accade per un artista vivente). Nel 1996 vince il prestigioso Hasselblad Award e nel 2000 il Cornell Capa Award.

The Americans 

Chi non ama queste immagini, non ama la poesia […] Robert Frank, svizzero, discreto, gentile, con quella piccola macchina fotografica che fa spuntare e scattare con una mano, ha saputo tirar fuori dall’America un vero poema della tristezza”. (Jack Kerouac, nella prefazione del libro)

L'America di Frank è un luogo di ombre, reali e metaforiche. Il ritratto di un territorio e dei suoi abitanti che molti non potevano o non volevano vedere: un America triste, difficile, più malinconica che eroica. Una ballata per immagini dedicata alla strada; un reportage che scava dentro il sogno americano per raccontarci l'abisso della sua realtà. Risulta difficile al giorno d'oggi comprendere appieno quanto radicale e sovversiva sia stata la pubblicazione di questo libro fotografico. La tagliente amarezza dello sguardo di Frank ha segnato un’epoca diventando un punto di riferimento per generazioni di fotografi.


Lontano tanto dal documentarismo sociale, quanto dal sentimentalismo, le immagini immediate, spontanee di Frank non cercano alcuna facile armonia compositiva. Attraverso l’uso massiccio di un bianco e nero sfocato, di sovraesposizioni recuperate e di tagli estremi Frank si è sbarazzato delle regole stilistiche, per raccontarci in maniera viscerale le tensioni nascoste dentro il mondo ovattato del mito americano: il consumismo di massa, il razzismo e il divario tra ricchi e poveri.


Le immagini di Frank non sembrano mai essere compiute. Ognuna di esse suggerisce un qualcosa,  ci lascia un indizio, senza completarsi del tutto. Se i fotografi della straight photography postulavano la perfezione dell’opera singola, Frank la rifiuta, riuscendo a trovare solo nel tessuto narrativo della sequenza una compiutezza visiva e di contenuto.



Se volete vedere il lavoro di altri maestri della fotografia vi rimando alla sezione Maestri della fotografia. Se, invece, volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica, vi rimando alla sezione Fotografia Artistica.
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