martedì 13 settembre 2016

Issei Suda - il teatro della vita

Dalla fine degli anni 60, Issei Suda ha fotografato in bianco e nero, rivelando la stretta connessione tra il reale e il surreale
Ha iniziato la sua carriera in teatro, documentando il gruppo d'avanguardia Tenjo Sajiki, per poi intraprendere un lungo viaggio, in immagini, attraverso il Giappone, catturando la gente nelle strade e le feste tradizionali. Questi viaggi hanno dato vita alle sue celebri pubblicazioni: "Fushi Kaden" (1978) e "Human memory" (1996). 
Issei Suda occupa una posizione unica nella storia della fotografia giapponese. Non essendo mai stato direttamente associato a nessuna scuola particolare, il suo lavoro è rimasto sconosciuto in occidente per molto tempo.  
Usando una macchina fotografica di medio formato e osservando con precisione i suoi soggetti, Suda ha descritto accuratamente il misterioso teatro della vita. Anche se ciascuno dei suoi scatti viene creato con incredibile precisione, le sue immagini descrivono la realtà con una qualche forma di sottile distorsione
Si ha l'impressione che il fotografo giapponese non sia interessato a fornire una descrizione delle persone, ma che le trasformi in attori di un gioco, in che si aggirano in uno sfondo che tratteggia il rapporto teso tra tradizione e modernità.  
Professore di fotografia dell’OsakaUniversity of Arts, Suda ha al suo attivo più di 75 mostre personali, soprattutto in Giappone.  Il suo lavoro fa parte di numerose collezioni museali tra le quali il SFMoMA, il Museum of FineArts di Houston e il J. Paul Getty Museum
Nel 2013, il Tokyo MetropolitanMuseum of Photography ha organizzato una grande mostra retrospettiva del maestro giapponese intitolata: "Nagi no hira - frammenti di calma".


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