martedì 21 aprile 2015

Martina Hoogland Ivanow: Far Too Close

"Vedo il buio come un modo di astrarre e prestare particolare attenzione a certi dettagli. Trovo che a volte sia più generoso dedurre informazioni, piuttosto che darne troppe".
La serie fotografica Far TooClose” di Martina Hoogland Ivanow esplora il rapporto ambiguo della distanza, sia fisica che emotiva. I concetti di vicinanza e lontananza sembrano intrecciarsi in immagini pittoriche che ci immergono in un’atmosfera altamente emotiva. 
Nata a Stoccolma nel 1973, Martina Hoogland Ivanow studia fotografia presso la Parsons School of Design a Parigi e New York. Attraverso un’affascinante estetica oscura, la fotografa svedese collega ritratti di familiari con i paesaggi di alcuni dei luoghi più remoti e lontani della terra, come la Siberia, l’Isola di Sakhalin nel nord del Giappone,  la Terra del Fuoco in Argentina e la penisola di Kola in Russia. 
In un lungo viaggio di sette anni, Martina ha costruito un racconto visivo dove la relazione tra  la storia personale e  i vari ambienti sembra perdere  il significato spaziale. Ciò che lontano appare vicino e ciò che è vicino così lontano.  
I colori del ricordo sembrano averne uniformato il tutto. Immagini intense e struggenti, dove il buio diventa una guida silenziosa. Da esso emergono ovattati particolari che tessono una storia sensibile e delicata. 
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell’artista per avere una visione completa della sua opera.
Leggi tutto...

venerdì 10 aprile 2015

La poesia fotografica di David Jiménez

“Se potessi definire le mie fotografie con parole, anche se fossero poche, credo che smetterei di fotografare”.
Nato a Alcalá de Guadaira (Sevilla) nel 1970, David Jiménez si trasferisce a Madrid con la sua famiglia nel 1983. Laureatosi in Belle Arti presso l'Università Complutense di Madrid nel 1993, David raggiunge il grande pubblico vincendo il premio di fotografo rivelazione del festival di fotografia PHotoEspaña, nel 1999. L’anno seguente pubblica il libro “Infinito”, considerato il punto di partenza del nuovo fotolibro spagnolo. 
La fotografia di David Jiménez si muove tra spazi minimalisti, attraverso una narrazione riflessiva, ambigua, sensibile e interrotta, tipica del linguaggio della poesia. Le immagini del fotografo spagnolo sono puzzle per costruire mondi dove liberare il nostro inconscio. Un flusso caotico di sagome, oggetti, tracce e ombre, rigorosamente in bianco e nero, che trova senso nel procedimento associativo.
Lo sguardo di David Jiménez si rivolge verso i margini della nostra visione. Gli oggetti banali diventano affascinanti spazi che sembrano emergere dal silenzio, perdendo l’essenza tipica materiale, per mutarsi in note che seguono il ritmo malinconico delle emozioni.

Percorsi dentro il quale lo spettatore non è vincolato da una costruzione interna, ma guidato in una regione incerta in cui viene lasciato libero di costruire infiniti mondi possibili.
Quattordici anni dopo “Infinito”, David Jiménez  pubblica “Versus”. Il linguaggio del fotografo spagnolo si avvicina sempre di più all'astrazione e all'ossessione simmetrica. Il libro si divide  in due volumi, che si completano a vicenda attraverso risonanze visive sottili, che creano una unità indivisibile.  Il cuore del progetto risiede nella connessione tra luce e tenebre, che tracciano un mondo che si divide in due percorsi diversi, ma paralleli.
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell’artista per avere una visione completa della sua opera.
Leggi tutto...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | coupon codes