mercoledì 24 luglio 2013

Robert Doisneau: Maestri della fotografia

"Quello che cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo potesse esistere".....“Non mi sono mai chiesto perché scattassi delle foto. In realtà la mia è una battaglia disperata contro l'idea che siamo tutti destinati a scomparire. Sono deciso ad impedire al tempo di scorrere. È pura follia”
"Il vantaggio che abbiamo nei confronti di pittori e scrittori è che noi non perdiamo mai il contatto con l’aspetto grezzo della vita. E’ una lezione di umiltà e ci salva da alcune trappole. Ma soprattutto ci nutre. La vitalità degli altri ci nutre, senza che loro lo sappiano"...." In una città in cui tutto è in movimento, non è semplice contrastare l’istinto gregario. Bisogna avere il coraggio di piazzarsi in un punto e di restarci immobili: e non per qualche minuto, ma per un’ora buona, magari anche due. Bisogna trasformarsi in una statua senza piedistallo, ed è buffo, in quei casi, vedere fino a che punto si riesca ad attirare i naufraghi del movimento”.


Nel corso della sua lunga carriera  Robert Doisneau  ha catturato l'essenza del popolo francese. Con lo spirito di un instancabile cronista Doisneau ha evidenziato il fascino surreale della vita di tutti i giorni. Considerato uno dei più illustri rappresentanti della cosiddetta fotografia “umanista” in Francia, precursore indiscusso, insieme a Henri Cartier-Bresson, del fotogiornalismo di strada, Robert Doisneau ha percorso in lungo e in largo le periferie di Parigi per impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettevano inconsciamente o per ricrearne l'essenza con la messa in scena. 

Nato nel 1912 a Gentilly  e orfano sin da quando aveva 7 anni, Robert studia litografia all’école Estienne. Dopo esser stato assistente del fotografo modernista André Vigneau, viene assunto all’età di ventidue anni dalla Renault come fotografo industriale, ma ben presto perde il  lavoro perché arrivava spesso in ritardo.  
Lavora al fronte durante la Seconda guerra mondiale per poi tornare a Parigi ed entrare definitivamente all’agenzia Rapho. Nel 1947 vince il Kodak Prize. Nel 1974 la Galleria Chateau d’Eau di Toulouse espone le sue opere e, a partire dagli anni Settanta, ottiene i primi importanti riconoscimenti. Da allora le sue fotografie vengono pubblicate, riprodotte e vendute in tutto il mondo. Muore a Montrouge il  1º aprile 1994, un sobborgo a sud di Parigi e seppellito a Raizeux, accanto alla tomba della moglie. 
Uno dei tratti distintivi di Doisneau, soprattutto all’inizio della sua carriera, fu quello di rappresentare in foto la cultura dei bambini di strada. Doisneau fu influenzato dall’opera di AndréKertész, Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson. Il lavoro di Doisneau ha immortalato la magia di una Parigi che non esiste più. 
Le sue foto ci accompagnano tra i giardini, lungo la Senna, nei bistrot e  negli atelier di moda per scrutare attraverso il  bianco e nero le donne, gli uomini, i bambini e gli innamorati.  Una visione poetica restituisce attimi di vita di una città senza tempo.
La sua opera più conosciuta "Le baiser de l'hôtel de ville ",scattata nel 1950, ritrae una coppia di ragazzi che si baciano lungo le caotiche vie di Parigi. Robert Doisneau stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life, e chiese ai due giovani di posare per lui
Si trattava di Françoise Bornet, una studentessa di teatro, e del suo ragazzo, Jacques Carteaud. L'identità della coppia rimase un mistero fino al 1992, anno in cui due giovani, Denise e Jean-Louis Lavergne si presentarono alla televisione francese sostenendo di essere i protagonisti della foto e denunciando l'artista per averli fotografati senza permesso. Doisneau spiego allora che i protagonisti della foto erano stati messi in posa e quindi era stato chiesto loro il permesso. A quel punto Françoise Bornet, dopo quarant'anni dallo scatto, tornò dal fotografo, dimostrando di essere lei la ragazza immortalata e mostrando la copia autografata della stampa che Doisneau le aveva inviato all'epoca, pochi giorni dopo averla sviluppata. 
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martedì 9 luglio 2013

Inshallah di Dima Gavrysh

"C'è disagio e disperazione mista a confusione. Nessuno conosce il modo giusto per combattere questa guerra e quando e se mai stia per finire" 
Inshallah ("se Dio vuole" in arabo) è un progetto che esplora l' occupazione sovietica e americana in Afghanistan
Le immagini di Dima Gavrysh raccontano una verità emotiva. Si snodano attraverso un sostrato di 12 anni di conflitti, creando una favola dark che si concentra sull'attesa e l'inspiegabilità, mescolando in ogni immagine paure e sogni personali. 
Immagini scure, rivelatrici, agghiaccianti ma allo stesso tempo illuminanti. L'alto contrasto in bianco e nero scandisce un ritmo narrativo espressivo e coinvolgente. Nato in Ucraina nel 1978, Dima Gavrysh ha studiato cinematografia a Kiev. Trasferitosi in America, continua gli studi con un MFA presso la Rhode Island School of Design nel 2012. 
 Ishallah è un viaggio personale attraverso la storia, attraverso luoghi e persone che non rappresentono solamente la complessità del caos afgano. Un vortice visivo dove l'occhio attento di Dima si sforza di comprendere le differenze e le similitudini di due imperi e due mentalità.
 Lo stesso campo di battaglia diventa, allora, un pretesto per mettere in scena delle fotografie che non parlano solo di guerra, ma si concentrano soprattutto sulla tragica umanità della stessa, tessendo un racconto intimo e lirico sulla solitudine.
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa del progetto.
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mercoledì 3 luglio 2013

Photosharing e Creative Commons in fotografia

Il termine Photosharing (condivisione foto) denomina i servizi internet che consentono a un utente di caricare le immagini di propria produzione su un server per condividerle con gli altri utenti della rete. Nei siti di photosharing viene consentito, invece di proteggere pienamente il nostro diritto d'autore di utilizzare delle licenze intermedie che vengono chiamate Creative Commons.

Creative Commons è un modo per condividere le proprie opere e consentirne alcuni utilizzi gratuitamente, con il totale consenso degli autori. Non va contro il diritto d'autore ma lo integra, consentendo a chi ha creato un opera di lasciarla utilizzare gratuitamente da altre persone. Nei video in basso Roberto Tomesani di Tau Visual ci illustra le utilità di questo metodo per professionista e foto amatore.
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