mercoledì 27 febbraio 2013

Bryan Schutmaat: Grays the Mountain Sends

"La poesia è stata la piattaforma di lancio. Mi ha fatto uscire nel mondo per fare quelle foto, ma lungo la strada ho capito che quello che volevo esprimere non era lo stesso di Hugo. Non volevo adattare la poesia come se fosse una sceneggiatura, quindi ho alzato la mia voce" 

Il West americano rappresenta nella mitologia americana il luogo della promessa, della libertà e la prosperità. 
Scavando nella profondità delle comunità dei minatori, Bryan Schutmaat, nel progetto Grays the Mountain Sends, ha catturato l'atmosfera invecchiata di un tempo fiorente. Nei suoi paesaggi interiori il fotografo americano ci offre una poesia visiva ispirata alle tracce e ai volti di questa comunità.
Vincitore dell'Aperture Portfolio Award 2013, del Daylight Photo Awards (2013) e del  Carl Crow Memorial Fellowship (2011), Bryan Schutmaat si è laureato in storia presso l'Università di Houston, prima di avvicinarsi al linguaggio fotografico e decidere di continuare gli studi con un MFA in fotografia presso la Hartford Art School. La metafora della miniera è in un certo senso una metonimia dell' America, una metafora che parla di sfruttamento e speranza, ma anche di stanchezza e morte. 
Il lavoro del fotografo americano prende spunto dalla poesia di Hugo: “Degrees of Gray in Philipsburg” e, attraverso colori tenui e un'abile composizione, impone uno sguardo meravigliosamente evocativo e malinconico delle realtà della vita rurale.
I suoi paesaggi sono dichiarazioni commoventi, i suoi ritratti desolate indagini. Uno sguardo intimo e psicologico che riflette la solitudine dell’uomo e l’anonimato di luoghi sperduti e desolati.

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