venerdì 31 agosto 2012

La manipolazione fotografica prima di Photoshop

L'avvento di Photoshop 1.0 nel 1990 ha inaugurato una nuova era nella manomissione dell'immagine fotografica. Eppure la storia delle immagini manipolate risale a più di un secolo prima dell'alba del software di Adobe. Il Metropolitan Museum of Art riflette su questo racconto largamente inesplorato con "Faking It: Manipulated Photography Before Photoshop ", una mostra, dal 11 ottobre 2012 fino al 27 gennaio 2013, composta da 200 fotografie scattate tra il 1840 e il 1990 che ripercorrono l'uso del fotoritocco prima dell'avvento dei software di ausilio digitali.  
La mostra è divisa in sette sezioni, che corrispondono alle motivazioni alla base delle trasformazioni fotografiche. "Picture Perfect" mostra fotografi del 19 ° secolo, tra cui Gustave Le Gray e Carleton E. Watkins, correggere la fotografia al fine di rispecchiare la visione dell'occhio umano.  
Con "Artifice in the Name of Art" fotografi come Edward Steichen e F. Holland Day iniziano a cambiare le immagini per gusto artistico, trasformando la fotografia da un processo di registrazione, a uno creativo. "Politics and Persuasion" mostra fotografie modificate per missione politica.
 La manipolazione fotografica prende una piega più leggera nella sezione "Novelties and Amusements". Fotografi clonano, cambiano, trasformando la fotografia in un gioco di prestigio. 
"Pictures in Print" si concentra sulla manipolazione in giornali e riviste. La sezione "Mind's Eye" esplora l'influenza del surrealismo e quindi l'uso della trasformazione della realtà al fine di espressione non solo estetica, ma anche concettuale. La sezione finale, chiamata "Protoshop",infine, affronta la seconda metà del 20 ° secolo attraverso il rinnovato rapporto tra fotografia e verità.
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lunedì 27 agosto 2012

Sonja Braas: The Quiet of Dissolution

Sonja Braas è una fotografa tedesca, nata nel 1968 a Siegen. Dopo aver studiato Comunicazione Visiva, Fotografia e Design presso l'Università delle Scienze Applicate di Dortmund, Sonja si trasferice a New York per continuare gli studi presso la School of Visual Arts.
Nella serie The Quiet of Dissolution Sonja Braas affronta la tematica delle catastrofi naturali. Una catastrofe si verifica quando si rompe l'equilibrio in un fenomeno. Ciò può accadere o perché entra in gioco una nuova grande forza che causa la catastrofe nel sistema, oppure perché una piccola causa interviene in una situazione di equilibrio instabile.
La fotografa tedesca ricostruisce scenari idealizzati all'interno di uno studio fotografico, rifacendosi alla tradizione della pittura di paesaggio del XVIII secolo, che posponeva la realtà della natura alla sua rappresentazione ideale. 
Fotografate in primo piano estremo, quasi come se la fotocamera fosse proprio in mezzo a loro, le catastrofi di Sonja Braas non toccano la presenza umana, concentrandosi non tanto sull'effetto quanto sullo stesso fatto. Immagini che rinunciano a qualsiasi intenzione narrativa, rappresentando i disastri nella loro bellezza spettacolare, come fossero immersi in un atmosfera estetica di tranquillità.  
Vi consiglio di dare uno sguardo al sitodell'artista per avere una visione completa della sua opera.

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giovedì 23 agosto 2012

DEVELOP Tube: biblioteca video sulla fotografia

“DEVELOP Tube” è un video canale presente su YouTube e Vimeo che offre importanti risorse per i fotografi. Opera della fotografa statunitense Erica McDonald, “DEVELOP Tube” è un modo per diffondere la conoscenza e favorire lo sviluppo della fotografia,  grazie alla condivisione di contenuti.
Migliaia di video che spaziano dalla documentazione del processo di photo-editing, a interviste con personaggi fondamentali della fotografia, progetti personali, book trailer, interviste, dibattiti e backstage.
Una grande biblioteca video sulla fotografia a portata di click.
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lunedì 20 agosto 2012

La fotografia di Tamara Dean

"Il mio lavoro ha sempre avuto la tendenza a riflettere ciò che sta accadendo nella mia vita"
Appassionatamente romantica, intima e pragmatica, la fotografia di Tamara Dean si interessa dell'idea universale di come le relazioni, le ritualità e l'intimità si sviluppino nel tempo.
Nata nel 1976 a Sydney, Tamara Dean inizia a studiare presso l'Accademia di Belle Arti prima di laurearsi in Design all'Università di Western Sydney. Dal 2001 lavora come fotografa del Sydney Morning Herald e dal 2002 diventa membro del collettivo fotografico Oculi.
Gli inizi della fotografa australiana si concentrano sulla rappresentazione effimera e intima della propria giovinezza, attraverso la documentazione delle relazioni personali e della transitorietà che caratterizza l'adolescenza. 
Più tardi il lavoro di Tamara, sebbene continui ad approfondire anche le stesse tematiche, passa dalla documentazione alla costruzione di immagini. Influenzata da pittori preraffaelliti come John William Waterhouse , la Dean racconta con abilità la meraviglia e il mistero dei sentimenti umani. 
Immerse in un'atmosfera pesante e oscura, le immagini di Tamara Dean scavano in profondità. Guardando le sue foto si ha come l'impressione che i soggetti che le compongono ci invitino a guardare il mondo, attraverso i propri occhi.
Immagini quasi impressionistiche, dove il tempo sembra essere congelato e dove i colori annegano nello sfondo della natura. 

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giovedì 16 agosto 2012

Sun Scout App ti svela la posizione del sole

In passato vi avevo parlato di "The Golden Hour Calculator", un sito per mezzo del quale possiamo calcolare l’ora dell’alba e del tramonto nella zona che desideriamo. Sun Scout App, invece, è un'utile applicazione che ci permette di determinare con esattezza in che posizione sarà il sole nel futuro.
La scelta dei vostri prossimi scatti sarà supportata da Sun Scout: basterà una foto del luogo di riferimento e la bussola del vostro iPhone mostrerà la posizione del sole nelle diverse ore del giorno, consentendo pianificare l'arco di tempo migliore.

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lunedì 13 agosto 2012

Ross McDonnell: Joyrider

Vite cresciute all’ombra delle torri di cemento di Ballymun, tra macchine in fiamme, sirene della polizia, droghe ed armi.
Ross McDonnell (1979) è un fotografo e regista irlandese. Nella sua serie Joyrider documenta la vita di alcuni giovani di Ballymun. 
Conosciuto affettuosamente come The Mun, Ballymun è un sobborgo di Dublino, i cui appartamenti sono l'esempio più flagrante del fallimento della pianificazione sociale irlandese
Alla fine del 1960, sette torri di quindici piani, ognuna delle quali prendeva il nome di un rivoluzionario irlandese, vennero costruite su terreni agricoli nei pressi di Dublino. Il piano del governo era quello di cancellare la baraccopoli interna alla città.
Il risultato fu un ammasso di cemento senza infrastrutture , lavoro, negozi che in poco tempo, diventò teatro di criminalità.
Ross McDonnell riesce a catturare, tramite un bianco e nero grintoso, la terribile bellezza dell'eco di un passato sanguinoso, che si manifesta in un presente fumante. 
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito del fotografo per vedere la serie completa.

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sabato 11 agosto 2012

Lost Photos: recuperare foto via mail

Quante volte abbiamo ricevuto o a inviato delle foto via mail? E quante volte non le abbiamo salvate e ricercandole dopo un tempo, non le abbiamo trovate? Quando si gestiscono più account di posta elettronica è molto difficile ordinare e contrassegnare le immagini ricevute ed inviate. Lost Photos è un'applicazione per Windows e Mac che ci aiuta in questo difficile compito.
L'applicazione permette di recuperare le immagini inviate e ricevute via e-mail. Il sistema è molto semplice, dopo il download, possiamo eseguire la ricerca delle foto nei nostri indirizzi. L'applicazione è orientata alla condivisione sociale tramite i nostri profili di Facebook e Twitter, in modo da poter condividere le immagini. Purtroppo l'utility funziona solo su Gmail, Yahoo e AOL, restano ancora non supportati servizi internet molto diffusi tra i quali Hotmail.

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mercoledì 8 agosto 2012

Gli alberi di Myoung Ho Lee

Myoung Ho Lee è un giovane artista coreano (nato nel 1975 a Seul), che ha prodotto un'interessante serie che affronta le tematiche della percezione della realtà e della decontestualizzazione ambientale.
L'albero separato artificialmente dalla natura che lo circonda, viene presentato in uno sfondo bianco, illuminato in modo tale da non produrre ombre, permettendo, quindi, allo spettatore di chiedersi se lo stesso appartenga all'ambiente o se si tratti di un ritratto posto all'interno del paesaggio. 
L'oggetto allora diventa ambiguo, un sorta di  "meta-soggetto". Gli alberi da tridimensionali si convertono in bidimensionali, come se fossero stati dipinti o stampati su poster a grandezza naturale.
Traendo spunto dalla lunga tradizione scientifica della fotografia botanica dove le piante e i fiori sono stati spesso fotografati su uno sfondo neutro, Myoung usa la tela non solo per catalizzare l'attenzione e equilibrare la composizione, ma soprattutto al fine di estrapolare i suoi soggetti  dal loro contesto quotidiano, dando vita a immagini allo stesso tempo semplici e potenti.
Fotografie a metà strada tra land-art e surrealismo che riflettono sull'ambiguità dell'immagine e sull'ambivalenza della stessa.

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lunedì 6 agosto 2012

Cos'è l'effetto Droste? Come si realizza?

Il termine Droste fu coniato dal poeta e giornalista Nico Scheepmaker, alla fine degli anni settanta. Esso prende il nome da Droste, una marca olandese di cacao, sulla cui scatola era presente l'immagine di un'infermiera che teneva in mano un vassoio con una tazza e una scatola che riproducevano la stessa immagine in miniatura.
L'illusione ottica utilizzata per decorare la confezione della scatola di cacao si serve di cosiddette immagini "ricorsive", ovvero di immagini e che riprendono al loro interno l'immagine stessa.
Un modo semplice di ricreare l'effetto è quello di porre due specchi uno davanti all'altro e di sbirciare quello che si vede su uno dei due. Ma esistono diversi modi per riprodurre questa interessante illusione. In basso vi lascio con due tutorial che ci mostrano come ricreare l'effetto con programmi di ritocco come Photoshop e After Effects. Tuttavia, per sfruttare le potenzialità di Photoshop è necessario scaricare gratuitamente dalla web di Adobe il plug-in "Pixel Bender".


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venerdì 3 agosto 2012

Femto-Photography: mille miliardi di fotogrammi al secondo

Ramesh Raskar presenta Femto-Photography, un tecnologia, studiata dal MIT Media Lab, che si appresta a rivoluzionare i concetti d'immagine. 
Femto-photography riesce a visualizzare il mondo a mille miliardi di fotogrammi al secondo, in modo cosi dettagliato da riuscire a riprendere la luce stessa in movimento. Questa macchina fotografica consente inoltre di guardare dietro gli angoli e al di là della linea di vista. 
La fotocamera, infatti, utilizza la luce che viaggia dall'oggetto alla camera indirettamente, per ricostruirne una forma 3D. La fotocamera, che è nelle prime fasi di sviluppo, potrebbe avere numerose applicazioni pratiche nella la ricerca e la pianificazione di soccorso in condizioni pericolose e nella dignostica medica,sostituendo radiografie e endoscopie.

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