domenica 18 dicembre 2011

Bodyscapes: il corpo come paesaggio di Allan Teger

"Nel corso degli anni ho scoperto che l'arte può essere divertente e seria allo stesso tempo. Ho sempre creduto che un artista debba comunicare qualcosa allo spettatore e coinvolgerlo nel proprio lavoro per completare la sua esperienza".
Curve femminili per ricreare le onde del mare, un campo da golf, un resort dove prendere il sole e tuffarsi in piscina. Allan I. Teger utilizza il corpo umano come fosse un paesaggio. Nonostante la storia della fotografia sia piena di sperimentazioni sul corpo, il progetto di Teger esplora la realtà da una prospettiva affascinante ed unica
L'idea alla base di "Bodyscapes" prende vita quando Allan Teger lavorava come insegnante e consulente accademico di psicologia presso l'Università della Pennsylvania e come volontario in una clinica per la lotta alla droga. Teger si era reso conto di come la psicologia accademica tradizionale non fosse in grado di affrontare le tematiche del viaggio interiore e del modo in cui vediamo il mondo. 
Avvicinatosi a terapie che utilizzavano la meditazione, Teger concentrò i suoi studi al fine di comprendere come la realtà potesse cambiare significato in rapporto alla fonte della percezione, e come al contrario la percezione potesse essere ingannata da realtà che sembrano vere ma non lo sono.
Tornato al vecchio amore della fotografia, coltivato da ragazzo, Teger ha dato vita a micromondi ludici e ironici che giocano e riflettono sulle nostre capacità di scoprire e vedere le cose. 
Un corpo come montagna è un esempio di due realtà coesistenti. Il corpo può essere visto allo stesso tempo come paesaggio o corpo. Pur essendo diverse, le due percezioni appaiono corrette allo stesso tempo. Teger utilizza le parti del corpo per formare elementi naturali della scena, fondali perfetti dove delle piccole miniature e piccoli giocattoli hanno trovato il loro habitat. 
Scattati con una medio formato Mamiya RB67, i "Bodyscapes" si servono di un bianco e nero contrastato per rendere ancora più credibile e veritiero l'universo parallelo. Senza l'uso di doppie esposizioni e del fotoritocco, Teger ha dimostrato come un'idea apparentemente semplice possa racchiudere impliczioni profonde e affascinanti e di come alcune foto possano farci volare con la fantasia. Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista e  all'interessante video in basso, dove il fotografo americano ci illustra il suo lavoro.



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