lunedì 21 agosto 2017

Ricerca di Google evidenzia vulnerabilità delle Watermarks

Una recente ricerca di Google ha dimostrato come un algoritmo possa facilmente rimuovere automaticamente le filigrane di una fotografia, rendendo le immagini vulnerabili di fronte ad un uso non autorizzato. 

Questa ricerca ha messo sotto allarme i siti web d’immagini stock e un discreto numero di fotografi che usano questa metodologia per proteggere i propri scatti. Un watermark o filigrana è una scritta, un’immagine o un logo che viene sovrapposta a una immagine al fine di certificarne l'originalità e impossibilitarne un uso incontrollato. Il problema, che la ricerca di Google ha evidenziato riguardo alle filigrane, è che queste vengono aggiunte automaticamente per tutta la serie di immagini. Ciò consente all'algoritmo di rilevare facilmente il pattern e rimuovere la firma senza intaccare per nulla la foto.


I ricercatori hanno esaminato diversi tipi d’incoerenze che potrebbero disattivare l'algoritmo dalla rimozione delle filigrane e hanno trovato una soluzione nell’introduzione di uno schema random. Vi consiglio di guardare il video in basso che spiega la ricerca e il testo della ricerca.


Leggi tutto...

mercoledì 2 agosto 2017

Dorothea Lange: Maestri della fotografia

La macchina fotografica è uno strumento che insegna alle persone come vedere senza la macchina”...”Il mio particolare modo di fotografare si basa su tre regole. Prima: non toccare. Qualunque cosa fotografi non infastidisco, non altero, non accomodo. Seconda: il senso del luogo. Qualunque cosa fotografi cerco di farla apparire come parte dell’ambiente, come radicata in esso. Terza: il senso del tempo. Qualunque cosa fotografi cerco di far vedere che è inserita nel passato o nel presente”.


Considerata come la madre della fotografia sociale americana, Dorothea Lange è una figura di riferimento della storia della fotografia. Dorothea Lange nasce a Hoboken, nel New Jersey, il 26 maggio 1895. Cresciuta in una famiglia di classe media, è educata sin da piccola alla letteratura e alle arti creative. L’infanzia di Dorothea è segnata da due episodi. All'età di sette anni contrae la poliomielite, che le causa un deficit permanente alla gamba destra. Riguardo alla sua condizione diceva: "la polio è la cosa più importante che mi sia accaduta, mi ha formato, mi ha guidato, mi ha insegnato, mi ha aiutato e mi ha umiliato". Cinque anni più tardi, i suoi genitori divorziano; Dorothea che non perdonerà più il padre, decide di assumere il cognome della madre: Lange. 


Affascinata dalle arti, studia fotografia a New York con Clarence White e collabora con diversi studi, tra i quali , quello del celebre Arnold Genthe. Nel 1918 parte per una spedizione fotografica attraverso il mondo, per fermarsi al ritorno a San Francisco, dove apre un studio.


Scioccata e commossa dai disastrosi risvolti socio-economici della Grande Depressione, inizia un lavoro di documentazione dei disperati lungo le strade delle cittadine della California. Il suo lavoro attira l’attenzione della Rural Resettlement Administration, organismo federale di monitoraggio della crisi (in seguito l'FSA, Farm Security Administration), che la assume per realizzare reportage che svelassero la situazione che stava affrontando l’America agli americani stessi. Le sue foto durante questo periodo rivelano una profonda comprensione, compassione e sensibilità verso la gente e le miserie umane.


Nel 1935, dopo il divorzio dal primo marito, sposa l’economista e docente universitario Paul Schuster Taylor che diviene parte integrante dei suoi reportage, contribuendo con interviste, raccolte di dati e analisi statistiche. Nel 1941, Dorothea Lange viene premiata con la Guggenheim Fellowship per eccellenza nella fotografia. Tuttavia, dopo Pearl Harbor (quando i cittadini giapponesi americani furono costretti nei campi di internamento), ha rinunciato al premio e ha dedicato i suoi sforzi per documentare l'ingiustizia degli internati giapponesi-americani. 


Terminata la guerra, inizia un intenso lavoro con la rivista Life e intraprende diversi viaggi in Asia, Sud America e Medio Oriente. Di rilevante importanza è il suo ruolo di cofondatrice della Fondazione e della rivista Aperture nel 52. Muore nel 1965, pochissimi giorni prima dell’inaugurazione della sua più grande retrospettiva al Museum of Modern Art di New York, per un cancro all'esofago. I suoi archivi sono conservati presso l’Oakland Museum of California


Le immagini realizzate da Dorothea Lange, costituiscono un enorme patrimonio sociologico-visuale sugli effetti della Grande Depressione sui comuni cittadini. Il suo lavoro ha documentato i suoi soggetti con grande sincerità e emozione, fotografando l'ingiustizia sociale al fine di sensibilizzare la politica. Molte delle fotografie documentali di Lange prendono in prestito le tecniche del lessico del modernismo, con angoli drammatici e composizioni dinamiche, al fine di produrre immagini sorprendenti e fragili dei suoi soggetti. Tuttavia, si ha l’impressione che non superino mai l’attenzione dagli stessi, e sottilmente dirigano lo spettatore ad un nuovo apprezzamento della condizione dell'individuo. 


Il lavoro fotografico di Dorothea Lange, attraverso una trama che si rende evidente con i frammenti, ha dimostrato che le opere d'arte e i documenti non si escludono reciprocamente e che si possono combinare per produrre immagini che rimangono indelebili. Se volete vedere il lavoro di altri maestri della fotografia vi rimando alla sezione Maestri della fotografia. Se, invece, volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica, vi rimando alla sezione Fotografia Artistica.
Leggi tutto...

mercoledì 19 luglio 2017

Eikoh Hosoe: maestri della fotografia

“Per me, una fotografia è sia una testimonianza, che uno specchio e una finestra dell’auto espressione. Crediamo che la fotocamera non sia in grado di rappresentare ciò che non è visibile all'occhio. Eppure il fotografo che guarda bene può raffigurare ciò che rimane invisibile nella sua memoria”.


Il nome di Eikoh Hosoe (細 江 英 公) fa parte integrante della storia della fotografia giapponese contemporanea. Il maestro giapponese utilizza la forma umana, in particolare il nudo, per esplorare questioni legate all’identità e alla spiritualità attraverso sorprendenti soluzioni concettuali e formali.
Figura trainante della fotografia nipponica, non solo per il proprio lavoro di fotografo, ma anche per il contributo dato come insegnante, curatore e ambasciatore, Eikoh Hosoe ha contribuito alla promozione del lavoro artistico giapponese al di là dei suoi confini. 


Eikoh Hosoe nasce il 18 marzo del 1933 a Yonezawa, nella prefettura di Yamagata con il nome di Toshihiro Hosoe, adotterà il nome di Eikoh solo in seguito alla fine del conflitto mondiale, per simboleggiare la nascita di una nuova era. Il padre era un prete shintoista. A pochi mesi dalla nascita, la famiglia si trasferisce a Tokyo


Hosoe aveva solo 12 anni quando Hirshima e Nagasaki erano state bombardate dagli Stati Uniti. Il Giappone era immerso in una distruzione fisica e psicologica senza precedenti. Hosoe si avvicina alla fotografia sin da ragazzo, andando a scattare immagini nel campo di Grant Heights, il più grande campo militare americano di Tokyo. Vince il primo premio nella sezione studenti del Fuji Photo Contest del 1952 e decide di iscriversi al Tokyo College of Photography. Qui perde l’interesse per la fotografia documentale e inizia a coltivare un nuovo stile espressivo, strettamente influenzato dal gruppo Demokrato.


Le immagini di Hosoe si fanno estremamente drammatiche, diventando presto metafore visive dell’atmosfera scura del Giappone post-nucleare. Fotografie, allo stesso tempo, finestra e specchio delle ossessioni. I forti contrasti resi possibili dalla fotografia in bianco e nero, scavano in profondità attraverso le superfici corporee denudate, alla ricerca delle paure e delle atmosfere che sembrano ripetersi ossessivamente, in diverse declinazioni che mescolano morte, ossessione erotica e irrazionalità.


Nel 59 durante la sua seconda mostra personale, Otoko, onna (Man and Woman), Eikoh Hosoe guadagna l’attenzione internazionale. Vince il premio "The Most Promising Photographer" dell'associazione Japan Photo Critics. Da allora i suoi lavori sono stati spesso esposti in Stati Uniti ed Europa.


Nel corso della sua carriera entra in contatto con Tatsumi Hijikata, fondatore del Butoh Dance Troupe, una forma di danza libera ed alternativa nata intorno agli anni ’60, e Yukio Mishina, scrittore e figura di riferimento della cultura giapponese del secondo dopoguerra, morto suicida nel 1970. I due diventano interpreti eccezionali delle immagini realizzate da Hosoe per le serie Kamaitachi e Barakei. Dal 1995 è curatore del Kiyosato Museum of Photographic Arts, uno dei più importanti  museo asiatici dedicati alla fotografia. 


Se volete vedere il lavoro di altri maestri della fotografia vi rimando alla sezione Maestri della fotografia. Se, invece, volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica, vi rimando alla sezione Fotografia Artistica.
Leggi tutto...

giovedì 6 luglio 2017

Zorki photo lancia una nuova pellicola fotografica

Sembra che il 2017 sia l'anno del grande ritorno delle pellicole nel mercato fotografico, cosi dopo la ripresa della produzione per  la FILM Ferrania e Kodak Ektachrome gli amanti della fotografia anaologica possono festeggiare la nascita di una nuova pellicola fotografica.
La Zorki Photo ha lanciato sul mercato Mono, una pellicola da 100 ISO in bianco e nero. Secondo il produttore si tratta di una pellicola ad alto contrasto con una struttura di grana tradizionale Il prodotto si può pre-ordinare su internet, con un ordine minimo di tre rullini, fino a un massimo di 10. Il costo di ogni rullino è di 4 sterline, circa 4 euro e 50. Il prodotto sarà disponibile da Ottobre.
Leggi tutto...

giovedì 29 giugno 2017

Wang Fuchun: Il viaggio fotografico della società cinese

Ho iniziato a scattare fotografie sui treni dal 1978. Essendo un impiegato delle ferrovie potevo salire sui treni gratuitamente. Ho iniziato a fotografare quello che avevo davanti senza un fine preciso. Con il tempo ho capito che nulla racconta più di una foto e non esiste alcun luogo al mondo che sia così pieno di speranza e rimpianto come i treni”.


Wang Fuchun è nato nel 1943 a Harbin. Durante 40 anni si è dedicato a fotografare la popolazione cinese in treno. Ha iniziato a fotografare mentre lavorava come impiegato delle ferrovie cinesi, con una vecchia camera Seagull che gli era stata prestata. Approfittando della posizione unica che il ruolo lavorativo gli offriva, Wang Fuchun ha immortalato attraverso le sue immagini i cambiamenti di tutta la società cinese


Innamoratosi del linguaggio fotografico, si è laureato in fotografia presso l'Università di Harbin, durante gli anni 80. Successivamente ha trovato lavoro come fotografo professionista e redattore per il dipartimento dell’ufficio ferroviario di Harbin. Posizione che gli ha permesso di usufruire di maggiori risorse e tempo da dedicare al suo progetto. 


Vincitore della medaglia d'oro alla XVII Mostra Nazionale della Fotografia, è stato insignito del titolo di "Artista eccezionale" dall'Associazione Fotografica Cinese. Dal 2002, Wang Fuchun si è trasferito a Pechino, dove lavora come fotografo free-lance.


Con lo sviluppo economico e sociale della Cina, il numero di cinesi che ha iniziato a muoversi dalle proprie località di origine è esponenzialmente aumentato. Il treno, oltre a rappresentare un micro cosmo della società, diventa nelle immagini del fotografo cinese una metafora, simbolo di una parentesi metafisica. Attraverso i suoi intimi ritratti, Wang Fuchun ha saputo catturare l’atmosfera del viaggio, i dubbi che affliggono chi lascia, le speranze legate al futuro e i momenti peculiari di vita di questa condizione transitoria. 


Nel 2001 "Chinese on the train", e ‘stato pubblicato sotto forma di libro ed esposto al festival di fotografia di Pingyao. Da allora il nome di Wang Fuchun è divenuto noto in ambito internazionale e le sue immagini sono state esposte in diverse parti del mondo. Dopo la rivoluzione dei treni ad alta velocità nelle ferrovie cinesi, Wang Fuchun ha deciso di continuare il suo lungo viaggio in treno. 


Se volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica vi rimando alla sezione del blog Fotoartistica.

Leggi tutto...

martedì 20 giugno 2017

Maschera di contrasto con Photoshop

Il filtro Maschera di Contrasto crea un micro contrasto nell’immagine in grado di dare una maggiore sensazione di nitidezza.


Il filtro di Photoshop maschera di contrasto agisce, nello specifico, alterando solamente le demarcazioni tra le differenze di luminosità nei dettagli. In questo semplice video tuturial del utente youtube Emanuele Birilli viene spiegato, in maniera semplice, come usare questo filtro in Photoshop.


Per guardare la lista dei tutorial per Photoshop già pubblicati nel Blog cliccate qui. Per vedere la guida completa di 50 video tutorial degli esperti Adobe Photoshop cliccate qui.
Leggi tutto...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | coupon codes